L’ecocardiografia fetale è un esame che ha come finalità il controllo sequenziale dell’anatomia cardiaca allo scopo di evidenziare, o escludere, la presenza di una cardiopatia congenita. L’esame consiste nel visualizzare le vene che ritornano al cuore, le strutture cardiache principali – atri e ventricoli – le valvole cardiache e le arterie che emergono dal cuore, con le loro connessioni. Nessuna di queste immagini è facilmente comprensibile a chiunque

Il riconoscimento in utero delle cardiopatie è molto importante perché il parto in strutture in grado di assistere, sin dal momento della nascita, un neonato cardiopatico risulta spesso un elemento determinante per instaurare immediatamente le terapie, mediche o chirurgiche, idonee nel caso in questione.
Qui di seguito sono riportate le indicazioni principali per questo tipo di esame

 

 

Indicazioni materne
• Storia familiare positiva (parenti di 1° grado)
• Malattie metaboliche materne (diabetes, fenilketonuria)
• Infezioni materne (parvovirus B19, rosolia, coxsackie)
• Esposizione a teratogeni cardiaci (retinolo e derivati, fenitoina, carbamazepina, litio, acido valproico)
• Anticorpi materni Anti-Ro (SSA), Anti-La (SSB)
Indicazioni fetali
• Sospetto di cardiopatia congenita
• Cariotipo anomalo
• Anomalia extra-cardiaca
• Translucenza Nucale patologica (≥3.5 mm < 14 weeks’ gestation)
• Anomalie di frequenza o ritmo (bradicardia persistente, tachicardia persistente, ritmo cardiaco irregolare persistente)

 

 

 

Secondo le Linee Guida della SIEOG (Società Italiana di Ecografia Ostetrico-Ginecologica) tale esame va effettuato elettivamente tra le 19 e le 21 settimane nei casi in cui esistono delle condizioni per le quali il rischio di concepire un feto affetto da malformazioni cardiache appare più elevato.

Tali condizioni sono elencate nella Tabella indicazioni ecocardio (SIEOG). Circa il 90% delle malformazioni gravi può essere identificata con l’Ecocardiografia Fetale.

Essendo un esame effettuato in paziente “a rischio” deve essere effettuata da un medico Esperto in Diagnosi Prenatale e Medicina Fetale. Chi esegue l’esame deve avere infatti competenze di malformazioni extra-cardiache, genetica, cardiologia fetale e pediatrica, cardiochirurgia.

L’identificazione di una malformazione cardiaca effettuata prima delle 22 settimane permette di ricorrere eventualmente all’interruzione di gravidanza. E, comunque, permette di identificare i casi che necessitano di partorire in un centro di riferimento ove sia presente la Cardiochiruriga Pediatrica perchè si renderà necessario un intervento chirurgico.